La Croce verde si potenzia e tende una mano alla Cri
Jesi Dal 1985 al servizio della collettività e da adesso, anche in aiuto della Croce rossa da cui arrivano segnali di insofferenza, tanto che ha rinunciato alla convenzione con la Asur per il servizio 118 diurno. Ma non è emergenza assistenza sanitaria, perché a sopperire questa mancanza ci sono i volontari della Croce verde di Jesi. Nata come parte del circuito Anpas (associazione nazionale pubbliche assistenze), la Croce verde è una onlus giovane e presente sul territorio: basti pensare che nel 2009 ha effettuato 11.500 trasporti secondari e oltre 1.500 servizi di emergenza, con una media di 35 trasporti giornalieri.
“Abbiamo deciso di far fronte al servizio di emergenza 118 - spiega il presidente Daniele Capecci - nelle ore diurne dei giorni feriali a partire dal 2 gennaio scorso supplendo integralmente all’orario non più coperto dalla Croce rossa jesina, con cui abbiamo sempre avuto una proficua collaborazione. La Cri limiterà la sua attività di emergenza a tutte le turnazioni notturne e nei giorni festivi. Daremo il tempo alla Cri di ricrescere, riorganizzarsi e tornare a fare servizi di pubblica utilità”.
Con i suoi 130 soci e nove unità del parco mezzi (tre ambulanze di soccorso avanzato, tre di trasporto ordinario e tre taxi sanitari), una nuova grande e funzionale sede in via Cappannini 12, nella zona industriale, la Croce Verde ha aumentato di due addetti il numero dei dipendenti portandolo da 8 a 10. “Creiamo posti di lavoro - specifica ancora il vice presidente Federico Marasca - e in questi tempi di crisi non è certo un dato da sottovalutare. Inoltre, il nostro bilancio è di sostanziale pareggio”.
“L’attività di volontariato si svolge per gratuità assoluta delle prestazioni fornite dai volontari in modo personale e spontaneo - aggiunge il presidente Capecci - per cui la sussistenza dell’ente avviene grazie alle donazioni dei privati cittadini e ai proventi che ricaviamo dalla convenzione con la Asur. Ma a fronte dei 500.000 euro annui di proventi, le donazioni alla nostra onlus sono solo l’1,9%. Finora ce l’abbiamo sempre fatta con le nostre forze, ma un aiuto sul fronte del volontariato o delle donazioni non sarebbe rifiutato”.
talita frezzi